Spartiti Musicali

 

 

 

La musica è stata compagna dell'uomo sin dalla notte dei tempi. All'inizio solo di genere percussivo, poi sempre più articolata man mano che venivano creati strumenti musicali più perfezionati e funzionali, la musica, che fino ad allora veniva trasmessa solo per via orale, ebbe la necessità di essere rappresentata con dei simboli e scritta su di un supporto consultabile. Fu così che dal IX secolo, probabilmente sulla base del movimento dei direttori di coro o d'orchestra, furono creati dei simboli che rappresentassero la musica, detti neumi. Si ebbero così i primi spartiti musicali, che furono applicati al canto Gregoriano utilizzato nelle cerimonie religiose.

 

 

 

I primissimi spartiti musicali, scritti su ampi fogli di pergamena ed inseriti negli Antifonari, erano su due righe, una rossa ed una gialla, che rappresentavano rispettivamente il Do ed il Fa. Successivamente si ebbe il tetragramma, composto da quattro righe e tre spazi, creato poco dopo l'anno Mille da Guido Monaco. Il pentagramma, come tutti lo conosciamo, apparve soltanto nel XIII secolo in Francia per poter annotare la musica polifonica.

 

Vi vorremmo segnalare una piccola curiosità riguardo ad un particolare spartito musicale. Strano ma vero, lo spartito più bizzarro di tutti i tempi si ritrova sotto forma di tatuaggio sulle natiche di una figura sdraiata a pancia in giù in un quadro del 1480 di Hyeronimus Bosch, Il Trittico del Giardino delle delizie, conservato nel Museo del Prado. Eseguendolo, ne viene fuori una melodia spettrale che forse il tormentato artista ha voluto tramandare a chi l'avesse saputa cogliere.

 

 

 

Scoprite la vastissima scelta di spartit musicali manoscritti e a stampa, antichi e moderni.

Consulta adesso il catalogo degli spartiti