Storia della Calligrafia

 

 

L'evoluzione dell'uomo ha portato la necessità di fissare in forma scritta la comunicazione verbale, e pare che la prima forma di scrittura risalga al 3200 a.C. Nelle Valli della Mesopotamia, dove si sviluppò un tipo di scrittura detto cuneiforme.

 

I tempi più moderni resero necessaria invece una forma di scrittura più estetica ed ornamentale, ed in Occidente gli scribi romani e greci dettero vita alla calligrafia ( dal greco Bella Scrittura ).

 

Dal III secolo fino alla fine dell'VIII assistemmo allo sviluppo della scrittura semionciale, caratteristica per essere abbastanza tondeggiante. Fu utilizzata principalmente da autori pagani e scrittori romani di giusrisprudenza. Il termine fu coniato in Francia a metà del '700.

 

Dall'VIII al IX secolo, durante la rinascita carolingia, assistemmo alla creazione di un nuovo stile di scrittura, derivata dalla minuscola corsiva dei romani, che prese il nome di Carolina Minuscola o scrittura di Cancelleria. Caratterizzata dall'eliminazione di legature e di abbreviazioni, fu prima adottata dai grandi monasteri per la trascrizione delle Sacre Scritture, per poi essere utilizzata dalle pubbliche aministrazioni per tutti gli atti ufficiali. Una curiosità: fu in questo periodo che nacque il punto interrogativo, ottenuto dalla fusione delle lettere qo ( quaestio) utilizzate dagli scrivani per indicare una frase che indicasse una domanda.

 

 

 

Nello stesso periodo, nell'Europa settentrionale si andò affermando la scrittura gotica, che prese sempre più capo fino a sostituire la carolina, che rimase comunque in uso per i libri. La scrittura gotica fu affiancata nel tardo Medioevo da due altri tipi di scrittura, la scrittura notarile e la scrittura corsiva; la prima ebbe seppur per poco tempo ampia diffusione in ambito commerciale, e la seconda

si sviluppò invece per merito degli Umanisti medievali, come Francesco Petrarca e Poggio Bracciolini. Essi a partire dal 1300 la utilizzarono come contrapposizione al Gotico, fino a farla sfociare nella Littera Antiqua sulla quale furono poi fatti i “piombi”, i caratteri tipografici da cui derivano gli odierni caratteri a stampa.