1692 - Vizi Universali, Lascivia, vendetta, lingua, e robba - Giovanni Tuba - ...

Descrizione

Giovanni Tuba

Il Carro del peccato fabricato sopra le quattro ruote de' vitii piu vniversali, lascivia, vendetta, lingua, e robba: dal padre Giovanni Tuba dell'Ordine de' Servi di Maria, con la dottrina angelica di s. Tomaso d'Aquino: ...

In Vienna (Venezia?), 1692

(32) 668 (4) pp., 15 cm, rilegato in tutta pelle rigida. Titolo in oro su tassello in pelle, dorso con nervi e fregi in oro. Numerose iniziali e finalini xilografici. Sguardie rivestite con carta decorata. Tagli colorati. Prima carta bianca staccata ma integra che reca un vecchio timbro appartenenza. Pgg. 31 e 32 interessate da uno scarabocchio a china e piccola lacerazione con perdita parz. di materiale. Cuffia sup. del dorso abrasa e con qualche canale di tarlo.

Originario di Farra d'Isonzo (Gorizia), Giovanni Tuba entrò nell'Ordine nel vicino convento di Gradisca; fonti successive dicono di Verona. In realtà, gli archivi sono molto carenti, sia nella vita che nell'attività di questo religioso. Possiamo solo correggere alcune date. Nel 1650 Tuba è uno dei servitori studenteschi di Venezia. Nel 1660 chiese al capitolo provinciale il permesso di preparare il master in teologia. Uno è abbastanza ben informato sulla sua attività di predicatore negli anni 1662, 1670, 1673, 1676, 1686 e 1693; questa attività era certamente importante. Nel 1674, Tuba chiese al capitolo provinciale il permesso di occuparsi del duca di Modena per impossessarsi del piccolo convento di Maderno (Brescia). Nel 1675 fu eletto primo Definitore provinciale; tre anni dopo, è priore a Santa Maria del Paradiso, Verona, ed esaminatore di coloro che aspirano ad entrare nell'Ordine per le regioni di Vicenza e Verona. Nel 1693 fu eletto priore provinciale e nel 1698 fu nominato vicario generale dell'Ordine. Morì il 4 marzo 1720, 91 anni; un breve necrologio lo presenta come un religioso devoto all'osservanza del suo governo, al servizio del coro e alla preghiera notturna; anche la sua attività oratoria e i suoi scritti sono ricordati. I libri lasciati da Tuba riguardano tutti la teologia morale: i vizi più comuni, i contratti, la virtù e il sacramento della penitenza, i voti e i giuramenti. L'autore si presenta come un discepolo di Tommaso d'Aquino, ma cita indiscriminatamente le solite fonti in questi argomenti senza privilegiare Thomas, che sostiene dalle pagine dei suoi titoli. Gli aspetti spirituali appaiono specialmente quando parla di virtù e voti. Tuba rimase un autore quasi ignorato. L'Opera senz'altro più famosa è Il carro del peccato fabbricato sopra le quattro ruote di' vitii più universali: lascivia, vendetta, lingua e robba con la dottrina angelica di S. Tommaso ... (Vienna, 1692, pp. 668, l'autore afferma che il libro fu stampato a Venezia)

 


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